Che cosa acquisti realmente quando scegli un mio gioiello botanico fatto a mano?
Ecco una piccola e personalissima lista.
Tempo, calma e pazienza

Foglie di edera appena uscite dal forno
Nella vita odio aspettare ma nel mio lavoro cambia tutto. La creta non ammette fretta e negli anni ho imparato ad ascoltarla e rispettare le sue necessità. Ogni mio gioiello richiede giorni di lavorazione con tempi che, in parte, non decido io. Tempo per formare ogni pezzo con l’argilla, i tempi dell’asciugatura della creta, della smaltatura. I tempi del forno e della doppia cottura. E poi tutte le fasi del montaggio. Le ore passano lente. A volte lievi, a volte meno. Scegliere questo lavoro è un atto di resistenza poetica, una personale ribellione alla follia digitale, all’AI, ai ritmi serrati che ci impone il mondo. Tanta roba ma con il vero artigianato va così. Quindi quando indossi un mio gioiello partecipi a questa rivoluzione silenziosa e celebri un elogio alla calma e alla lentezza.

Myosotis veri e in ceramica
Un pezzo realmente unico
Omologazione. Io la detesto, l’algoritmo la premia. Veniamo profilati e raggruppati. Si promuovono tendenze che durano un clic e generano migliaia di oggetti identici destinati a diventare rifiuti etici ancor prima che materiali. L’algoritmo odia l’attesa, la calma, odia l’unicità perché non è inquadrabile. Ci vuole prevedibili e l’artigianato non lo è.
Il vero artigianato celebra la poetica dell’imprevisto. La natura non crea mai due foglie, fiori o pomodori identici. Nel mio lavoro è lo stesso. Lavorando con le mani non si possono fare due cose uguali. Impronte, colori, volumi , stati d’animo vengono fuori in modi irripetibili. Quindi, quando indossi un mio gioiello, celebri l’emozione di un pezzo unico creato solo per te.
La mia passione per la botanica

Una parte dei miei libri di botanica, alcuni un po’ noiosi
Forse non ti sembra importante sapere che mi occupo di botanica da tantissimi anni e che coltivo la passione per la natura da molto prima che diventasse un tag per i social. Eppure ogni mio gioiello esprime tutto questo: lo studio di forme, colori, proporzioni, equilibrio dei volumi del mondo vegetale. Dall’aglio all’ortensia, dalla digitale alla zucca, un infinito, fantastico universo a cui ispirarsi per riprodurlo ed eternarlo nella creta. Quindi, quando indossi un mio gioiello , celebri il tuo rispetto e amore per la natura.

Il mio piccolo paradiso verde
Il mio giardino
Piccolo, attaccato alle antiche mura di Porta San Miniato, anti cottagecore, è un’oasi di sopravvivenza in questa Firenze che mi piace sempre meno. Ho delle piante gigantesche di gelsomino, ortensie, datura, due meli granchio, agapanti , un alberello di trombe d’angelo e un sacco di altra roba che cresce per i fatti suoi, bellissime “erbacce” di cui non conosco il nome.
Nei mesi più freschi diventa anche il mio laboratorio ceramico. Respirare i profumi che cambiano con le stagioni, disegnare un’ortensia ancora in boccio che ispirerà una nuova collezione, cogliere un mazzetto di nigella. Riti lenti e personali non instagrammabili. Quindi, quando indossi un mio gioiello, condividi anche una parte del mio mondo privato.

Un mazzolino di nigella appena colta per ringraziarti
Scegliere un mio pezzo, ti connette con il mio mondo. Ci sono le mie mani, i miei pensieri, la mia etica, la mia visione della vita. Un frammento della mia storia e della passione che metto in tutto ciò che creo.
Se hai scelto un mio gioiello mi piace pensare che condividiamo gli stessi valori.

Anna della Torre è un’artista fiorentina che si occupa da anni di moda e design.
Nel suo studio a Firenze progetta e realizza gioielli a tema botanico, in ceramica e cartapesta.

